Articoli con tag: matteo bianchi

estratto da TI STRINGO LA MANO MENTRE DORMI (Fuorilinea 2012) di Elena Buia Rutt

Il lirismo di Buia è un laico spiritualismo del significante che tende alla fede cristiana nel significato. (Matteo Bianchi)

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estratto da TI STRINGO LA MANO MENTRE DORMI (Fuorilinea 2012) di Elena Buia Rutt

Il lirismo di Buia è un laico spiritualismo del significante che tende alla fede cristiana nel significato. (Matteo Bianchi)

Anteprima a “Fischi di merlo” di Matteo Bianchi (Edizioni del Leone 2011)

La poesia di Bianchi è davvero singolare e coinvolge il lettore per la varia ricchezza dei motivi e delle avventure della parola. Ci sono toni suasivamente ironici e, al tempo stesso, alacri e inventivi (ammiro in particolare il gruppo da pagina 24 a pagina 33), splendide visioni (il mutamento), sempre lune e stagioni e nuvole e notti stranite, smagate. Insomma, l’opera offre un’esperienza notevolissima di bellezza e verità (Giorgio Bàrberi Squarotti)

Anteprima a “Fischi di merlo” di Matteo Bianchi (Edizioni del Leone 2011)

La poesia di Bianchi è davvero singolare e coinvolge il lettore per la varia ricchezza dei motivi e delle avventure della parola. Ci sono toni suasivamente ironici e, al tempo stesso, alacri e inventivi (ammiro in particolare il gruppo da pagina 24 a pagina 33), splendide visioni (il mutamento), sempre lune e stagioni e nuvole e notti stranite, smagate. Insomma, l’opera offre un’esperienza notevolissima di bellezza e verità (Giorgio Bàrberi Squarotti)

Passione Prévert – Quattro traduzioni fuori sede di Matteo Bianchi

Forse oggi non ha più senso interpretare nuovamente Jacques Prévert, poeta contrario al modus vivendi borghese e paradossalmente in voga proprio tra i lettori della borghesia parigina degli Anni ’30; tanto da esserne mantenuto con la vendita dei libri e non solo. Però il suo tentativo di garbata opposizione morale, il suo temperamento gentile, l’autentica verve che affiora più intensa tramite la voce di Yves Montand (Chante Prévert, 1962), mi trasporta in un tempo altro ad ogni rilettura. [Matteo Bianchi]

Passione Prévert – Quattro traduzioni fuori sede di Matteo Bianchi

Forse oggi non ha più senso interpretare nuovamente Jacques Prévert, poeta contrario al modus vivendi borghese e paradossalmente in voga proprio tra i lettori della borghesia parigina degli Anni ’30; tanto da esserne mantenuto con la vendita dei libri e non solo. Però il suo tentativo di garbata opposizione morale, il suo temperamento gentile, l’autentica verve che affiora più intensa tramite la voce di Yves Montand (Chante Prévert, 1962), mi trasporta in un tempo altro ad ogni rilettura. [Matteo Bianchi]

Maddalena Lotter – Fame nuova (quattro inediti)

Il titolo della raccolta embrionale, Fame nuova, dimostra una propensione all’empatia, alla sfera istintiva, piuttosto che a quella raziocinante: una lirica di ricerca che parte dallo stomaco, e non dal ventre in quanto connotativo femminile, bensì dal nostro baricentro primordiale. (Matteo Bianchi)

Maddalena Lotter – Fame nuova (quattro inediti)

Il titolo della raccolta embrionale, Fame nuova, dimostra una propensione all’empatia, alla sfera istintiva, piuttosto che a quella raziocinante: una lirica di ricerca che parte dallo stomaco, e non dal ventre in quanto connotativo femminile, bensì dal nostro baricentro primordiale. (Matteo Bianchi)