Archivio della categoria: poesia

ROBERTO CESCON: SOGLIE

Quelle parole che non bastano, che sottendono tutta l’inadeguatezza della lingua di fronte alle cose e alla direzione che queste prendono, rappresentano dunque un dato nuovo di partenza, una competente humilitas o luziana ‘aderenza alle cose’. Manuel Cohen

ROBERTO CESCON: SOGLIE

Quelle parole che non bastano, che sottendono tutta l’inadeguatezza della lingua di fronte alle cose e alla direzione che queste prendono, rappresentano dunque un dato nuovo di partenza, una competente humilitas o luziana ‘aderenza alle cose’. Manuel Cohen

TEORIA DEL PIRATA, di Riccardo Raimondo (Samuele Editore 2013) – anteprima

Se Riccardo Raimondo si presenta come il pirata di tanti mari e viaggi e imprese, è molto probabilmente il moderno alter ego del bateau ivre di Rimbaud, anche perché le avventure coincidono con la parola fervidamente creata, accesa, animata, condotta fino alla visione celeste, con tutta la coorte di stelle, luna, sole, paesaggi visitati e inventati.
(Giorgio Bàrberi Squarotti)

TEORIA DEL PIRATA, di Riccardo Raimondo (Samuele Editore 2013) – anteprima

Se Riccardo Raimondo si presenta come il pirata di tanti mari e viaggi e imprese, è molto probabilmente il moderno alter ego del bateau ivre di Rimbaud, anche perché le avventure coincidono con la parola fervidamente creata, accesa, animata, condotta fino alla visione celeste, con tutta la coorte di stelle, luna, sole, paesaggi visitati e inventati.
(Giorgio Bàrberi Squarotti)

“dieci adagio” – una poesia visiva di Eva Laudace

Dieci adagio è il racconto ciclico a due voci di un amore furioso. Dieci adagio è il racconto ciclico a due voci di un amore furioso. Il titolo vuole subito esprimere il suggerimento di calmarsi, allentare la presa di una lettura vorticosa e di arrivare al finale come fosse un adagio musicale. L’ultimo verso, con estrema mietezza, ricircolerà al primo. Qui trovate Perdonami un giorno, la prima parte del dittico. (Eva Laudace)

“dieci adagio” – una poesia visiva di Eva Laudace

Dieci adagio è il racconto ciclico a due voci di un amore furioso. Dieci adagio è il racconto ciclico a due voci di un amore furioso. Il titolo vuole subito esprimere il suggerimento di calmarsi, allentare la presa di una lettura vorticosa e di arrivare al finale come fosse un adagio musicale. L’ultimo verso, con estrema mietezza, ricircolerà al primo. Qui trovate Perdonami un giorno, la prima parte del dittico. (Eva Laudace)

“Malascesa”, di Erminio Alberti (Samuele Editore 2013) – anteprima

Il linguaggio dell’Alberti muta naturalmente nei confronti di una certa qualunquista poesia contemporanea, così da indurre ugualmente chi vi si accosta a pensarla, digerirla attraverso figure del tutto nuove. Non rivoluzionarie. Nuove. (Marco Strano)

“Malascesa”, di Erminio Alberti (Samuele Editore 2013) – anteprima

Il linguaggio dell’Alberti muta naturalmente nei confronti di una certa qualunquista poesia contemporanea, così da indurre ugualmente chi vi si accosta a pensarla, digerirla attraverso figure del tutto nuove. Non rivoluzionarie. Nuove. (Marco Strano)

Il soffio delle radici – di Carla de Falco

Una silloge scritta in minuscolo, un canzoniere dei nostri tempi che dà vita a un incessante dialogo poetico con il mondo. Il soffio delle radici racconta il cammino di parole di una donna del sud nel mistero racchiuso in ogni aspetto della vita, anche nei suoi momenti bui.

Il soffio delle radici – di Carla de Falco

Una silloge scritta in minuscolo, un canzoniere dei nostri tempi che dà vita a un incessante dialogo poetico con il mondo. Il soffio delle radici racconta il cammino di parole di una donna del sud nel mistero racchiuso in ogni aspetto della vita, anche nei suoi momenti bui.

Giovanni Abbate – Vocianti

In questo mondo caotico, delle masse che vociano scomposte, Ci stiamo abituando a noi stessi / […] al biasimato chiacchiericcio, in cui Dio, se c‟è, sembra non curarsi di noi, dove è il Caso che ci determina ed è il Tempo che, mentre ci illude, a suo profitto ci rivende alla morte, che spazio rimane alla autenticità, oltre il muro che ormai più neppure ci infastidisce? Uno ce n‟è, benché limitato ai rapporti intimi, a tu per tu, dove ancora c‟è margine per il ricordo e per il rammarico di parole non dette -forse quelle dell‟amore?. È quella che il poeta canta come quell’intima fessura / dove il destino spunta / e non ha censura. (Paolo Paoloni)

Giovanni Abbate – Vocianti

In questo mondo caotico, delle masse che vociano scomposte, Ci stiamo abituando a noi stessi / […] al biasimato chiacchiericcio, in cui Dio, se c‟è, sembra non curarsi di noi, dove è il Caso che ci determina ed è il Tempo che, mentre ci illude, a suo profitto ci rivende alla morte, che spazio rimane alla autenticità, oltre il muro che ormai più neppure ci infastidisce? Uno ce n‟è, benché limitato ai rapporti intimi, a tu per tu, dove ancora c‟è margine per il ricordo e per il rammarico di parole non dette -forse quelle dell‟amore?. È quella che il poeta canta come quell’intima fessura / dove il destino spunta / e non ha censura. (Paolo Paoloni)