Cena in Emmaus: riconoscersi nell’Amore

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Il Problema è che ti svegli nella notte. Il sonno pazzo ti sveglia, anzi.

Le sue luminarie d’immagini senza-senso. Che ti abbagliano l’anima.

Ti svegli e accendi il cellulare. Solo un attimo, però. Per vedere-se. Vedere se c’è un suo messaggio.

Il Problema è che il cuore. L’hai capito. Rispondeva subitissimo al primo accenno dei suoi occhi. Minchia. Velocissimo.

E quando hai Il Problema non puoi fare finta di niente. Finta che non è lì, nella stessa stanza, respirando la stessa aria, sulla linea del tuo sguardo.

Quando hai Il Problema non puoi fare a meno di guardare. Devi guardare. Per forza.

Perché Il Problema si prende tutto. Spritz e sigarette. Anche la luce dei tuoi occhi, si prende. Soprattutto la luce.

Il problema è che certe cose accadono così. Come a Emmaus. D’un lampo si rivela un mondo che prima… non c’era.

O meglio. Il Problema è che c’era. Ma era lì, nascosto, in una qualche penombra.

Il Problema è che quando si rivela stravolge tutto. Passato-presente-futuro. Stravolge il sempre.

La tua enormissima mastodontica colossale visione del sempre. Cambia.

Un flash, e poi quel sempre lo chiami col suo nome. Il nome del Problema.

E dici. Ma come ho fatto a non accorgermi prima. E dici. E ora come faccio.

Il Problema è che questa è una di quelle cose senza soluzione. Senza controllo.

Il Problema è che Lei tiprendetiprendetiprende. Ti ha preso. E tu non la prendi mai.

Ecco. Il Problema, è che hai perso. O meglio. Tu viaggi a perdere. Meravigliosamente a perdere.

Ti perdi sempre.

E, per giunta, col rimorso pazzo. Dici. Ma come ho fatto a non accorgermene prima cazzo.

Dici. Come un viandante a Emmaus. Nell’ora della rivelazione. Quando Lo riconobbero subito, da come spezzava il pane. E tu, pure. La riconoscesti subito, da come – con i suoi – spezza la luce dei tuoi, occhi.

Il Problema è che non sei a Emmaus quando te ne accorgi. Voglio dire: non sei veramente a Emmaus.

Non è prevista Redenzione per questo genere di Problemi.

C’è solo la pena, la pena sempre.

Il Problema è che devi rassegnarti. Ma sì. Dici. Che fai. Ti monti la testa, ora. No. Devi stare calmo. Dici. Il Problema è che calmo non ci sai stare.

Lei ha gli occhi belli e i fremiti bambini.

Quegli occhi. Appena si sono rivelati, dalla penombra di ghiaccio dove s’erano assopiti.

Quegli occhi, non riesci a non-guardarli. Essì. Proprio così. Si sono rivelati.

E adesso. Così. Hai un nuovo Problema. Perché tu ormai lo sai. Lo sai che ogni volta che la incontrerai. Inciamperai nel suo sguardo. Dentro gli occhi del Problema. Dentro il loro mistero.

E come avviene a Emmaus, poi, dopo il flash, anzi no, dopo il boom. Poi. Tu non esisti più.

Esiste solo Il Problema. E tu senti di appartenere. Religiosamente. Soltanto a Lei.

*

di Riccardo Raimondo

*

immagine: Caravaggio, Cena in Emmaus, olio su tela (139×195 cm), 1601-1602, National Gallery di Londra

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