Giovanni Abbate – Vocianti

In questo mondo caotico, delle masse che vociano scomposte, Ci stiamo abituando a noi stessi / […] al biasimato chiacchiericcio, in cui Dio, se c‟è, sembra non curarsi di noi, dove è il Caso che ci determina ed è il Tempo che, mentre ci illude, a suo profitto ci rivende alla morte, che spazio rimane alla autenticità, oltre il muro che ormai più neppure ci infastidisce? Uno ce n‟è, benché limitato ai rapporti intimi, a tu per tu, dove ancora c‟è margine per il ricordo e per il rammarico di parole non dette -forse quelle dell‟amore?. È quella che il poeta canta come quell’intima fessura / dove il destino spunta / e non ha censura. (Paolo Paoloni)

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