“Ore venti e trenta”, di Paola Musa (Albeggi edizioni 2012) – Anteprima

Nota critica:

La periferia di una metropoli ritratta nella sua “nudità” con l’occhio impietoso di una telecamera, narrata in versi nelle epifanie dei suoi abitanti: fiorai, casalinghe, insegnanti, badanti, catechisti, migranti, drogati, e anche assassini. “Ore venti e trenta” è un “TG della sera” di cruda realtà, che offre uno squarcio di verità su una civiltà che, ossessionata dai segni della propria grandezza, troppo spesso tace sulla scultura vivente e dolorante che la popola. La poesia di Paola Musa è fatta di “guizzi improvvisi contenenti schegge di autenticità”, come ha scritto una volta di lei Elisabetta Sgarbi. Una lingua affilata, lacerante, impudica, imbarazzante nel suo lirico realismo.

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Note sull’autrice:

Paola Musa, scrittrice, poetessa e paroliere. Ha vinto una selezione di poesie raccolte in un volume Arpanet con nota critica di Elisabetta Sgarbi. Ha tradotto il poeta Richard Burns Berengarten. Per il teatro, ha composto le liriche della commedia musicale “Datemi tre caravelle” interpretata da Alessandro Preziosi. Ha pubblicato due romanzi: Condominio occidentale (Salerno editrice 2008, premio Chàmbery Premier Roman 2009 e premio Primo Romanzo Città di Cuneo 2009, Premio Anima 2012 per la trasposizione teatrale) e Il terzo corpo dell’amore (Salerno editrice 2009)

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