Giancarlo Serafino – Poesie sociali e civili (CFR edizioni 2011) – Anteprima

NOTA CRITICA

da “Enciclopedia degli autori di poesia dal 2000”, CFR, pag. 213

Poeta versatilissimo, i suoi versi possono essere lirica pura o sconfinare nel prosastico, ma come ha notato Antonio Spagnuolo, comunque sono sempre “ricchi di immagini suggestive e tema redatto in poesia, sospesa alle illusioni del subconscio. Qui la tecnica della parola è di sorprendente luminosità, in un lungo colloquio, per il quale la profonda carica umana esalta il pensiero nella ricerca di una realtà quotidiana e sociale e civile, che nel contempo arricchisce e stordisce.” Il Nostro ha la grande abilità a dipingere con la penna, che Anna Greco ebbe a dirgli. “ hai quella rara capacità di rendere intrigante, da un punto di vista emozionale, il ‘narrato’ puro e semplice”.

“Poeta salentino, controcorrente, versatile ed affabile opera sul piano di un “logos interrogante” che scandaglia l’analisi del valore esistenziale per cogliere il piacere del bello e del divino… (la sua poesia) nasce dall’esigenza di comunicare e dalla necessità di emanciparsi da uno stato di solitudine” (Grazia Maria Toscano). Concetto già espresso da Gianmario Lucini : ”(nel Nostro) cerchi (il lettore) il tentativo della poesia di rendersi coscienza, voce collettiva, tramite tra l’umano e l’otre-umano, nella ricerca di una identità perduta…”

Ma Giancarlo Serafino è anche il poeta “del silenzio, delle nuvole, della luna, dell’amore” (Giuliana Coppola) e “presta la voce a chi voce, per statuto imposto dalle mode di sempre ovvero per condizione dis-umana, non ha…” (Annamaria Curci). Un giudizio completo lo ha forse dato da lettrice Miriam Bulgarelli quando in una nota a margine afferma che “Giancarlo Serafino è poeta intenso e completo, eclettico, lirico, sensibile, talora tenero, talora passionale, o scherzoso e ironico, lettore attento e coraggioso delle problematiche sociali e culturali, in forte empatia col suo territorio, dipinge con maestria figure a tutto tondo e paesaggi cangianti, con tratto deciso ed efficace, mettendo in gioco i cinque sensi del lettore”, ed Antonino Caponnetto, che all’autore ha dedicato due passaggi nel sito “Poesiaperta”, aggiunge : ”Giancarlo Serafino si rivela ulteriormente un poeta le cui radici sono variegate e ricche di linfa vitale. La cui anima non richiede alcuna maschera. Egli – al contrario di Eliot – ma come altri grandi nell’Ars poetica, si mette a nudo nei versi con uno stile ed una classe che sono suoi propri. E gli spazi bianchi all’interno dei suoi testi costituiscono il luogo delle emozioni o delle pause riflessive. Perché la sua poesia procede su più versanti”.

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