Passione Prévert – Quattro traduzioni fuori sede di Matteo Bianchi

Forse oggi non ha più senso interpretare nuovamente Jacques Prévert, poeta contrario al modus vivendi borghese e paradossalmente in voga proprio tra i lettori della borghesia parigina degli Anni ’30; tanto da esserne mantenuto con la vendita dei libri e non solo. Però il suo tentativo di garbata opposizione morale, il suo temperamento gentile, l’autentica verve che affiora più intensa tramite la voce di Yves Montand (Chante Prévert, 1962), mi trasporta in un tempo altro ad ogni rilettura.

Matteo Bianchi

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(I testi che seguiranno sono stati pubblicati sul n. 14, anno 4, giugno – settembre 2012, di Apemon, rivista di critica letteraria del Dipartimento di Studi umanistici di Ca’ Foscari, Università di Venezia)

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